Supplica di Totò al Papa perché non guardi il Tg1

Supplica a Sua Santità. Anche questa settimana Nove Colonne è lieta di offrire ai propri lettori avidi di scoop un documento eccezionale. Pubblichiamo in esclusiva la supplica di Totò Cuffaro, presidente della Regione siciliana, a Benedetto XVI.
4 AGO 08
Ultimo aggiornamento: 15:19 | 9 AGO 20
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Dal Foglio del 5 gennaio 2008
Supplica a Sua Santità. Anche questa settimana Nove Colonne è lieta di offrire ai propri lettori avidi di scoop un documento eccezionale. Pubblichiamo in esclusiva la supplica di Totò Cuffaro, presidente della Regione siciliana, a Benedetto XVI. Il Corriere della Sera ha pubblicato un dettagliato schema sulla giornata del romano Pontefice, dalla prima messa alle sette del mattino fino alle ore del riposo. Tra gli appuntamenti immancabili, il giornale di via Solferino ha voluto sottolineare quello con l’edizione serale del Tg1. Una notizia priva di ogni fondamento secondo Cuffaro che ha fatto recapitare presso la Nunziatura palermitana una lettera indirizzata al Santo Padre, quella che pubblichiamo qui di seguito.
Supplica a Sua Santità: “Che vergogna Santità vedere pubblicate certe gratuite bugiarderie su un giornale del continente. Hanno stampato che Vostra Santità la sera si mette comodo per guardarsi il Tg1 e siccome so per certo che non è vero, invito a Vossia con questa mia supplica a fare i dovuti passaggi per smentire in alto loco quanto scritto dal Corriere. Vossia è troppo buona Santità e nell’infallibilità del bene non pensa a quanto mala pensante possa essere stata l’idea di diffondere questa menzogna”.
Supplica a Sua Santità. “Permetta, Santità, a questo umilissimo picciotto cresciuto nella dottrina, di spiegargliela la vera verità della malintenzione. Il dottore Paolo Mieli, direttore del Corriere, s’è fatto questi quattro conti. Dice: tanto per cominciare Gianni & Riotto detto Johnny vuole venire a fare il direttore del Corriere. Bene, questo è l’intenzionamento, ma come può venire in via Solferino se ormai fa un telegiornale che piace assai assai al Santo Padre Benedetto XVI?”.
Supplica a Sua Santità. “Vossia non immagina a quanto arrivi l’intenzionamento di Mieli, io stesso ci debbo dare ragione a lui ma, cara Santità, non si può sopportare l’idea di essere accostati a Riotto, ne so qualcosa io che ho dovuto presentare diffida ad un giornale seppure amico mio e Vostro, che mi fa oggetto (con rispetto parlando) di coglionìo continuo. E’ uno che sta sempre senza giacca e camicia bianca mentre a Vossia, Santità, l’unico niveo manto che vi s’addice è quello dell’ermellino”.
Supplica a Sua Santità. “Qualmente è Vossia Pastore forse sta cercando la pecorella smarrita, ma non è vero che Johnny ha studiato a Detroit. Qualmente è Vossia Pontefice di Concordia forse sta meditando di recuperare alla vera fede questo ragazzo, ma troppo traviato fu. Vossia mi deve credere. A questo Riotto lo hanno traviato quelli del Manifesto. Stava coi comunisti e sempre muro con muro con la Rossana Rossanda e poi con l’onorevole Parlato, con l’onorevole Recitato e con l’onorevole Musicato. E ho detto tutto, Santità”.
Supplica a Sua Santità. “Capisco tutte le intenzioni della Vostra Caritatevole Missione ma il Riotto è troppo erba selvaggia. Fino a quando stava in Sicilia – e prego Sua Santità di capirmi a pieno – in compagnia di noi picciotti della dottrina, anche Riotto poteva tirarsi il suo filare di saggezza e benevolenza, ma messo a Roma, tra tutti questi comunisti, non ci sarà verso di portarlo a miti convincimenti. Ricordi Santità, quando ci sarà da scegliere tra Vossia e Prodi, lui sceglierà sempre Prodi. E ci metterà il carico di Dico, di Pacs e di tutte le cose degli ominisessuali”.
Supplica a Sua Santità. “Amato Pontefice, è un umile picciotto che la supplica. Faccia fare presto la smentita a questa deformante notizia, anche se la cosa può danneggiare il caro amico dottore Mieli, la faccia fare qualmente. Vorrà dire che uniremo le nostre preghiere purché lo spettro di Riotto si allontani da via Solferino ma giammai si accosti Benedetto a Johnny. Dopo di che, Santità, a Vossia i mezzi non ci mancano. Non c’è solo la parabola evangelica, c’è puramente la parabola satellitare, ragion per cui permetta a questo umile picciotto che Vi scrive di suggerire a Vossia di mettersi comodo la sera e di guardarsi in santa pace il telegiornale di Videoregione dove spessissimamente ci sono io, oppuramente Antenna Sicilia e così farsi un’idea di tutte le cose belle fatte nella nostra Sicilia. Con tanti devoti saluti, all’obbedienza, il vostro affezionatissimo Totò”.